
Diamo futuro alle nostre Valli!

È ANCORA POSSIBILE IMMAGINARE UN FUTURO PER LA MONTAGNA BELLUNESE?
Calo continuo della popolazione e costante invecchiamento: in questo quadro, la domanda se sia possibile immaginare un futuro per le valli della provincia bellunese appare scontata e necessaria. A giudicare dal Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne 2021 - 2027, che mette nero su bianco l’obiettivo di accompagnarle “in un percorso di spopolamento irreversibile”, per il governo Meloni è un No. Del resto, la legge Montagna, emanata da questo stesso governo e propagandata dal senatore De Carlo poco prima delle ultime elezioni regionali, è la classica “montagna che ha partorito un topolino” per parafrasare il suo slogan “una montagna di impegno”. Perché emanare una legge che necessita di decine e decine di decreti attuativi e, soprattutto, è priva di finanziamenti, significa solo prendersi gioco dei cittadini; s’istituisce un “Fondo per lo sviluppo della montagna” con una dotazione di 200 milioni di euro annui per: agevolazioni fiscali e contributive per chi compra casa o si trasferisce; incentivi per il personale medico e per gli insegnanti (punteggi, indennità e detrazioni); deroghe sul numero di alunni per formare una classe; potenziamento di internet e dei trasporti pubblici. Problema: il Fondo esiste già dal 2022 (!) ed è esattamente di 200 milioni di euro. Ma il Governo, nella Legge senza risorse aggiuntive, lo indebolisce spacchettandolo in due: 50% destinato a coprire le varie agevolazioni, l’altro 50% continuerà ad essere ripartita tra le Regioni che così avranno meno risorse. L’Uncem (Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani) ha giudicato le risorse come insufficienti ed ha chiesto, durante l’iter parlamentare, di incrementarle. Niente da fare. Analoga richiesta è stata fortemente sostenuta da Alleanza Verdi-Sinistra con analogo risultato. In tale legge è assente ogni idea di un’architettura istituzionale nuova e coerente con l’investimento politico dichiarato (a parole). Basti pensare che le comunità montane (spesso assenti o isolate) sono lasciate a se stesse e di loro nulla si dice, soprattutto non si attribuiscono loro poteri di indirizzo e di governo sempre più urgenti, in particolare dopo la “scomparsa” delle province. Non sono previste misure per favorire la cooperazione tra comuni, specialmente per quanto riguarda l’erogazione di servizi perché la legge non interviene sul sistema degli enti locali, né affronta il drammatico problema delle risorse organiche degli stessi. Il CIPRA (Commissione Internazionale per la PRotezione delle Alpi) ha denunciato pesantemente il mancato coinvolgimento delle comunità locali in sede di stesura. Lo stesso mancato coinvolgimento che attraversa tutto l’articolato di legge.

Ed è per queste ragioni che Alleanza Verdi e Sinistra ha lanciato un programma di lavoro a livello nazionale e locale sulle aree interne, iniziato lo scorso 4 ottobre con la prima conferenza a Roma. In tale occasione, è stato presentato il sondaggio commissionato ad Swg che ha registrato le maggiori preoccupazioni dei residenti, la percezione dell’efficacia delle misure adottate dal governo Meloni, la conoscenza del Piano strategico nazionale aree interne e altri fattori legati alla sanità e alle misure contro spopolamento e dissesto idrogeologico. Dal sondaggio emerge che la popolazione residente nelle aree montane è particolarmente preoccupata dallo spopolamento della zona in cui vive, dalla lontananza dei servizi sanitari, dai collegamenti viari e dal dissesto idrogeologico (questi ultimi, per esempio, non sono particolarmente sentiti da chi abita in aree interne non montane). Inoltre, il 73% di chi abita in una area interna montana ritiene insufficiente l’impegno del governo Meloni su questa partita, nonostante questo non si rifletta in termini elettorali. Da qui si origina l’impegno di Avs per depositare entro la fine di questa legislatura, una nuova legge sulle aree interne e sulla montagna, questa volta realizzata ascoltando davvero i bisogni della popolazione residente, per fare in modo che questa questione diventi uno dei cardini del programma della coalizione di centrosinistra e una priorità a livello nazionale.
In provincia di Belluno, Avs ha lanciato “Le Voci delle Valli. Per ascoltare la montagna bellunese”, un percorso di ascolto e dialogo nelle nostre vallate iniziato a fine marzo in un appuntamento ad Agordo che ha coinvolto Andrea Fiocco, segretario provinciale della Funzione Pubblica della Cgil e Alessia Cerentin, segretaria dell’FLC bellunese. Paolo Perenzin, segretario provinciale di Sinistra italiana/Avs ha dialogato con loro circa le problematiche della sanità e della scuola nell’agordino e nella provincia e raccolto gli spunti del pubblico; è stata inoltre l’occasione per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare di Avs che ha raccolto più di 60 000 firme per il rilancio della scuola pubblica e che, fra le varie cose, propone di fermare gli accorpamenti e le chiusure dei plessi scolastici, stabilendo per norma la presenza di un dirigente scolastico ogni 200 studenti nei comuni montani. L’impegno è poi proseguito con un incontro a Tai di Cadore assieme al consigliere regionale Carlo Cunegato e alla consigliera di opposizione di Cortina d’Ampezzo, Roberta de Zanna. Qui si è discusso del problema del lavoro, particolarmente evidente durante la preparazione dei giochi a Cortina (eclatante il caso di Pietro Zantonini, vigilante deceduto nella notte sul posto di lavoro a gennaio), della proposta di legge regionale di Avs per il salario minimo a € 11 all’ora e del modello di sviluppo della montagna come “parco giochi” basato su una turistificazione di massa che, oltre ad arrecare danno al nostro fragile ecosistema, è causa dell’aumento del costo della vita -che in provincia di Belluno è fra i più elevati a livello nazionale- e degli affitti con la conseguente espulsione della popolazione residente nelle zone maggiormente turistiche e la difficoltà ad attrarre e trattenere nuovi abitanti. Di questo tema e della necessità di valutare la casa come bene sociale e non merce speculativa abbiamo discusso anche con Chiara Cesa, giovane assessora alle politiche abitative e al sociale del comune di Borgo Valbelluna e consigliera provinciale, nell’incontro di maggio a Trichiana in cui abbiamo sentito anche l’esperienza di un gruppo di cittadini che si sono uniti nel comitato Giù le mani dalla sanità bellunese. Il percorso prosegue poi nelle settimane successive con la somministrazione di questionari a un campione della popolazione residente nelle aree interne bellunesi e con un incontro a Belluno a fine giugno in cui ospiteremo Luana Zanella, capogruppo Avs alla camera dei deputati, Elena Ostanel, consigliera regionale, e l’eurodeputata Cristina Guarda e coglieremo l’occasione per presentare “Decidiamo!” la piattaforma partecipativa e aperta a tutti per raccogliere spunti utili alla stesura del programma di Avs. Sarà questo un primo momento per tracciare un compendio delle proposte bellunesi da portare a livello nazionale, perché o la montagna diventa davvero una questione nazionale oppure non possiamo farcela: non bastano le buone pratiche e la volontà politica degli enti locali, serve “l’ombrello” dello Stato. La montagna non è un parco giochi o una riserva di risorse da depredare; per legiferare sulla montagna, bisogna partire dalle esigenze della gente di questa terra.
Sanità e scuola nella montagna bellunese
Troppo spesso la politica ha dimenticato le aree interne: quelle zone periferiche, quelle valli appunto, che sono riconosciute come splendidi luoghi turistici.
Quello che non viene riconosciuto, invece, è il ruolo prezioso della popolazione locale, che negli ultimi decenni ha visto la progressiva erosione di diritti fondamentali come la salute e l'istruzione.🎒🏥
Vogliamo ripartire da qui, per metterci in ascolto delle "voci delle valli" e costruire un percorso di proposte per il rilancio del nostro territorio.👂🏼
🏁Partiamo sabato 28 marzo,
🕒ore 20:15
📍presso la sala della biblioteca di Agordo.
Con noi:
🔴Andrea Fiocco, segretario generale funzione pubblica CGIL Belluno
🟢Alessia Cerentin, segretaria federazione lavoratori della conoscenza Belluno
🔴Paolo Perenzin, segretario Si Belluno


Cosa resta delle Olimpiadi?
Ambiente, sanità, lavoro.
Qual è il lascito immediato e quali sono le prospettive future per le valli ampezzane e cadorine dopo i giochi olimpici?
Può un grande evento essere il volano di rilancio demografico e sociale di un territorio montano?
Questo è il tema del secondo appuntamento degli incontri de "Le Voci delle Valli", per ascoltare la montagna bellunese.
Ne parliamo con:
🔴Carlo Cunegato, consigliere regionale Avs
🔴Roberta De Zanna, consigliera comunale di Cortina
d' Ampezzo
🟢Introduce e modera Paolo Perenzin
📍Appuntamento Sabato 18 aprile, ore 17:30 presso la sala pubblica Coletti a Tai di Cadore!


Politiche abitative e sanità in Valbelluna
Continua il nostro viaggio nelle aree interne bellunesi!
Questo sabato saremo a Trichiana per un momento di confronto e ascolto su temi fondamentali per il nostro territorio: casa e sanità.
📍 Borgo Valbelluna
🗓️ Sabato 9 maggio
🕣 Ore 20:30
📌 Sala Tina Merlin – Trichiana (sopra l'ufficio postale)
Intervengono:
• Chiara Cesa – Assessora del Comune di Borgo Valbelluna
• Paolo Perenzin – Segretario provinciale Sinistra Italiana / AVS
🗣️ Con la partecipazione del Comitato Feltrino per il Diritto alla Salute – Giù le mani dalla sanità bellunese
Un’occasione per condividere esperienze, idee e proposte per la tutela della sanità pubblica e il diritto all’abitare.


Conferenza programmatica sulle aree interne
Conferenza nazionale con presentazione del sondaggio commissionato a SWG da Alleanza Verdi e Sinistra.

"Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia"
Don Lorenzo Milani
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