Aumenti tariffari per il trasporto pubblico locale e tariffe dell’acqua, la posizione di Avs

inaccettabile che società a partecipazione pubblica che registrano utili milionari aumentino i costi gravando sul ceto medio e sulle persone in difficoltà. Serve invertire la rotta

NOVITÀ

Ufficio stampa

8/1/20261 min read

Comunicato stampa

La situazione registrata in questi giorni riguardante gli aumenti tariffari di Dolomitibus e Sib racconta il leitmotiv dell’indirizzo politico delle società a capitale misto pubblico-privato che svolgono funzione di servizio pubblico negli ultimi decenni: massimizzare e privatizzare i profitti, socializzare le (eventuali) perdite.

È questo il caso di Sib, che in quattro anni aumenterà la bolletta del 17,5%: un vero salasso per le famiglie, pensionati, lavoratori e studenti che dovranno sostanzialmente farsi carico degli ingenti costi dei lavori di manutenzione dell’acquedotto. Eppure le alternative all’aumento esistono, a partire dai fondi accantonati, oggi ammontanti a quasi 100 milioni di euro, e alla possibilità di accedere a contributi statali e regionali.

Ed è il caso anche di Dolomitibus, azienda che registra negli ultimi anni utili milionari e che, anziché investire nel rilancio del servizio di trasporto pubblico in provincia, annuncia nuovi aumenti tariffari, che andranno a ricadere in particolare su lavoratori e studenti (costretti a pagare una piccola maggiorazione per avere l’abbonamento di 12 mesi anziché 10). Va ricordato che è dal 2020 che Dolomitibus è impegnata in un’opera di riorganizzazione e soppressione di quelle corse ritenute non sostenibili a livello economico o di personale (sempre carente), comprese alcune tratte urbane a Belluno, alcune delle quali sono state rimpiazzate da Trillo, il servizio a chiamata. La digitalizzazione dei servizi, paventata come investimento dalla Presidente dell’azienda, non può nascondere il fatto che poco o nulla si fa per tutte le urgenze reali, ossia per l’implementazione dell’organico, creando le condizioni di attrattibilità per i lavoratori provenienti da fuori provincia, per l’elaborazione di un piano di rilancio del tpl con attenzione alle aree periferiche e agli orari oggi totalmente scoperti come quello notturno, per agevolare i lavoratori all’uso del mezzo pubblico. E infine, proprio mentre la Regione Veneto accantona 130 milioni di euro, ci chiediamo perché non fare come in Emilia-Romangna e utilizzare parte di queste risorse per rendere totalmente gratuito l’abbonamento per tutti gli studenti almeno in provincia di Belluno, dando così un rilevante contributo alla residenzialità e alla permanenza nelle aree interne? Oppure l’attenzione per la montagna rimane solo a chiacchiere e uso e consumo per grandi eventi? Mentre si dovrebbe incentivare per molte ragioni (traffico, ambiente, consumi) l’uso dei mezzi pubblici, la direzione di Dolomitibus va completamente nel verso contrario e la scarsa attenzione che la dirigenza sta dando alle esigenze dei lavoratori Luxottica ne è la riprova.

"Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia"

Don Lorenzo Milani

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