Allarme frane: la posizione di AVS

comunicato stampa

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Ufficio stampa

3/12/20262 min read

La situazione della provincia di Belluno è critica: più di seimila frane attive oltre alla più grande frana d’Europa, quella del Tessina in Alpago. Giampaolo Bottacin e l’assessore provinciale competente Bortoluzzi stimano che ci vogliono circa 530 milioni di euro per mettere in sicurezza la viabilità provinciale: finanziamenti difficili da ottenere. Nondimeno, viene da chiedersi come sia possibile che siano stati investiti senza battere ciglio più di 120 milioni di euro -considerando smantellamento e costruzione ex novo- per fare una pista da bob a Cortina d’Ampezzo; una pista da bob, peraltro, costruita in tutta fretta e oggi bisognosa di un altro milione di euro per essere risistemata, perché ha faticato a reggere due sole settimane di gare! La Regione Veneto e il suo allora presidente, Luca Zaia, ci avevano promesso che queste Olimpiadi sarebbero state un’opportunità per il nostro territorio: come è possibile che siano stati spesi tanti soldi per un'opera di questo genere, mentre la viabilità stessa per Cortina è in ginocchio? Infatti, tra le strade più soggette a fenomeni franosi, come abbiamo visto la scorsa estate, c’è proprio la statale di Alemagna che serve il Cadore e l’Ampezzano. Rispetto ai bisogni poco si è fatto nonostante sia la strada principale per quella Cortina che in pochi anni ha ospitato i mondiali di sci e le Olimpiadi: allo stato attuale, mancano ben 170 milioni per sistemare la situazione di Cancia, Fadalto e San Vito (dove non c’è ancora un progetto definito).

E che dire della 203 Agordina? La strada serve centinaia di studenti e lavoratori pendolari, oltre ai due stabilimenti Luxottica agordini. Già anni fa in provincia si erano stimati 40 milioni per mettere in sicurezza la viabilità, allontanando la strada dai tratti che costeggiano le verticali rocciose, ma nulla si è fatto. Intanto, i costi sono esponenzialmente cresciuti.

C’è da chiedersi dove fossero Bottacin e gli altri mentre Zaia declamava la bontà di un grande evento che nulla o quasi lascia al territorio, se non l’onere di opere come una pista da bob costosa da mantenere e già malfunzionante e la cabinovia Apollonio-Socrepes, su cui pende un'indagine della Procura di Belluno, che auspichiamo faccia piena luce sulle procedure con cui si è giunti ad autorizzare un intervento del genere su un terreno franoso. Evidentemente, Bottacin e i suoi compagni di partito o non conoscevano le necessità più impellenti del territorio bellunese oppure non hanno avuto voci in capitolo quando venivano finanziate grandi opere che però ai bellunesi non servono e non risolvono i problemi delle nostre valli.